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Le carte Yu-Gi-Oh! più iconiche di sempre

Alcune carte sono più che giocabili, sono il volto di Yu-Gi-Oh! Sono i mostri che hanno definito l'anime e i primi set, quelli che quasi ogni fan riconosce al volo. Ecco le più iconiche di sempre, e puoi stampare ognuna come proxy col nostro proxy deck tool

Un Drago Bianco Occhi Blu stampato come proxy Yu-Gi-Oh!, metà a colori e metà in line art che risparmia inchiostro
Una proxy di Drago Bianco Occhi Blu, il boss monster originale

I mostri-simbolo

Ogni eroe dell'anime aveva il suo asso, e questi tre sono diventati il volto dell'intero gioco

Drago Bianco Occhi Blu Yu-Gi-Oh! card artwork

Drago Bianco Occhi Blu

Un mostro Normale con ben 3000 ATK e nessun effetto

Il drago-simbolo di Kaiba e il boss monster originale, un picchiatore da 3000 ATK che ha definito la potenza pura. Si diceva ne esistessero solo quattro e Kaiba ne aveva tre, e siccome un mazzo può contenere al massimo tre copie di una carta, quello era già un set completo. Così, strappando la quarta, la copia del nonno di Yugi, si è garantito di essere l'unico a poter mai schierare un Drago Bianco Occhi Blu. Decenni dopo è ancora il volto del gioco e il cuore di uno dei suoi archetipi più grandi

Mago Nero Yu-Gi-Oh! card artwork

Mago Nero

Un Mago Normale da 2500 ATK, il mago classico senza effetti propri

L'asso di Yugi e quanto di più simile a una mascotte abbia il franchise, il mago che tira fuori quando conta davvero. Sulla carta è poco notevole, e i giocatori amano farlo notare: 2500 ATK per un Livello 7 che richiede due tributi, quando Teschio Evocato picchia uguale con un tributo in meno. Ciò che tiene in vita Mago Nero è l'affetto, non le statistiche: è stato re-illustrato in più art di quasi ogni altra carta, e un'intera rete di supporto, dalla Ragazza Maga Nera alle magie dedicate, esiste solo per sostenerlo

Drago Nero Occhi Rossi Yu-Gi-Oh! card artwork

Drago Nero Occhi Rossi

Un Drago Normale da 2400 ATK senza effetto

Il drago-simbolo di Joey e l'eterno underdog. Più debole del Drago Bianco Occhi Blu sulla carta, eppure così amato da diventare un intero archetipo a sé. Quello che molti dimenticano è che all'inizio non era suo: il primo asso di Joey era il Spadaccino di Fuoco, e vinse il Red-Eyes come premio battendo Rex Raptor a Duelist Kingdom, scommettendoci il suo Stregone del Tempo

Leggende oltre la forza bruta

Non tutte le leggende sono giganti. Nessuna di queste due vince con l'attacco puro: una è un mostriciattolo che scarti per salvarti, l'altra un puzzle in cinque pezzi che chiude il duello di colpo. Sono la prova che le carte più memorabili non sono sempre le più forti

Exodia il Proibito Yu-Gi-Oh! card artwork

Exodia il Proibito

Un mostro da 1000 ATK che vince il duello nell'istante in cui lo tieni in mano insieme a tutti e quattro gli arti dei Forbidden One

La win condition più famosa del gioco: tieni la testa insieme a tutti e quattro gli arti e vinci all'istante, qualunque cosa ci sia in campo. È impressa nella memoria di ogni fan come il modo in cui Yugi inflisse a Kaiba la sua prima sconfitta, nel primissimo duello della serie. La sua fama è andata oltre Yu-Gi-Oh!, e i giocatori di altri giochi di carte usano ormai 'Exodia' per indicare un mazzo che vince assemblando una combo o soddisfacendo una condizione, invece che attaccando l'avversario. E c'è una piccola ironia nel nome: pur chiamandosi 'the Forbidden One', la carta è in realtà Limited, una copia per mazzo, e non è affatto Forbidden

Kuriboh Yu-Gi-Oh! card artwork

Kuriboh

Un minuscolo Demone da 300 ATK che puoi scartare per annullare il danno di un attacco

La prova che una pallina di pelo può diventare leggenda. È il salvataggio difensivo di Yugi, il mostriciattolo che scarta per bloccare un attacco, e ha dato il via a una tradizione del franchise: ogni protagonista successivo ha il suo Kuriboh, una spalla fedele sempre pronta a difendere il suo duellante

Le divinità egizie

Le tre divinità al cuore della storia di Battle City, e quanto di più vicino a mostri inarrestabili l'anime abbia mai avuto. Sul tavolo sono più icone che bombe, ma la loro aura è scritta nel design: dove il gioco di solito chiede al massimo due tributi, ogni Dio ne pretende eccezionalmente tre, un costo di evocazione che nessun mostro comune paga

Slifer il Drago del Cielo Yu-Gi-Oh! card artwork

Slifer il Drago del Cielo

Un Dio Egizio i cui ATK e DEF crescono di 1000 per ogni carta nella tua mano

Il dio di Yugi e il drago che incombeva sull'arco di Battle City. La sua potenza scala con la mano, il che sembra terrificante, ma in pratica le carte le giochi, quindi quando arriva la tua mano è spesso quasi vuota e il drago molto più debole della sua leggenda

Obelisk il Tormentatore Yu-Gi-Oh! card artwork

Obelisk il Tormentatore

Un Dio Egizio da 4000 ATK e 4000 DEF che non può essere bersagliato dagli effetti di nessuno dei due giocatori, e può sacrificare due mostri per spazzare via il campo avversario

Il dio di Kaiba e il più costantemente potente dei tre. A differenza di Slifer e Ra le sue statistiche enormi sono fisse, non legate alla mano o ai tuoi Life Point, quindi è sempre una minaccia da 4000, e dato che nessun giocatore può bersagliarlo con gli effetti è davvero difficile da rimuovere o battere in battaglia

Drago Alato di Ra Yu-Gi-Oh! card artwork

Drago Alato di Ra

Un Dio Egizio che puoi potenziare pagando Life Point, oppure pagare per distruggere un mostro

Il dio di Marik e il più mitizzato dei tre, avvolto in formule di evocazione e in un'aura di imbattibilità. Da solo, però, la carta originale era goffa e deludente, ed è diventata davvero forte solo anni dopo grazie alle carte di supporto costruite attorno a lui

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Stampa tutte queste carte come proxy

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